Home/Tracciabilità/Richiamo lotti alimentari
Tracciabilità · Art. 19 Reg. CE 178/2002

Richiamo lotti
alimentari:
sai chi chiamare
in pochi secondi

Quando un lotto va ritirato o richiamato devi sapere subito cosa hai ricevuto, cosa ne hai fatto e a chi è andato. Alimentify ricostruisce carichi, produzioni, etichette e uscite di qualsiasi lotto e ti dà il report di rintracciabilità da inviare ad ASL e fornitore. Il richiamo resta limitato al prodotto davvero coinvolto.

Ritiro e richiamoStorico a monte e a valleReport per ASL e fornitore

«Il fornitore mi ha chiamato: il lotto che mi ha consegnato la settimana scorsa è in ritiro. Cosa devo fare?» Risposta breve: bloccare subito quello che hai ancora, ricostruire dove è finito il resto, informare la ASL e, se il prodotto è arrivato ai consumatori, avvisarli. Risposta completa: il richiamo di un lotto alimentare è una procedura precisa, prevista dall'articolo 19 del Reg. CE 178/2002, e la sua riuscita dipende quasi interamente da una cosa sola: quanto bene hai registrato carichi, lavorazioni e vendite prima che il problema arrivasse.

In breve: cosa fare quando un lotto va richiamato

  • Blocca il prodotto che hai ancora in magazzino, in cella o sul banco.
  • Ricostruisci il percorso del lotto: da chi l'hai ricevuto, in quali produzioni è entrato, a quali clienti è andato.
  • Decidi se basta il ritiro (prodotto ancora nella filiera) o serve il richiamo (prodotto già dai consumatori).
  • Informa la ASL/ATS con il modulo del sistema di allerta e i clienti business a cui hai consegnato.
  • Avvisa i consumatori se necessario: cartello nel punto vendita, sito e social, portale del Ministero.
  • Documenta tutto: quantità bloccate, recuperate, smaltite o rese, e conserva il report.

Ritiro e richiamo: qual è la differenza

I due termini vengono spesso usati come sinonimi, ma per la legge indicano due misure diverse, con obblighi diversi. La distinzione dipende da dove si trova il prodotto nel momento in cui scopri il problema.

RitiroRichiamo
Dove si trova il prodottoAncora nella filiera: nel tuo magazzino, dai tuoi clienti business, sugli scaffali. Non è arrivato al consumatore finale.È già stato venduto o potrebbe trovarsi nelle case dei consumatori.
Cosa devi fareBloccarlo e toglierlo dal mercato, avvisando i clienti a cui l'hai consegnato.Tutto quello del ritiro, più l'informazione al pubblico in modo efficace e accurato.
Chi devi informareL'autorità competente (ASL/ATS) e i clienti business coinvolti.ASL/ATS, clienti business e consumatori: cartello nel punto vendita, sito o social, portale del Ministero della Salute.
Cosa ti serveSapere quanto prodotto hai ricevuto, quanto ne hai ancora e a chi hai consegnato il resto.Oltre a questo: denominazione, marchio, lotto, scadenza e motivo preciso da comunicare al pubblico.

In una piccola azienda alimentare le due situazioni convivono quasi sempre: lo stesso lotto di prosciutto è in parte ancora in cella (ritiro), in parte consegnato a due bar (ritiro presso i clienti) e in parte venduto affettato al banco (richiamo, perché non sai chi l'ha comprato). Per questo la prima cosa da avere in mano non è il modulo, ma lo storico del lotto.

Cosa dice la legge: art. 19 Reg. CE 178/2002

L'articolo 19 del Regolamento CE 178/2002 stabilisce l'obbligo per ogni operatore del settore alimentare: se ritieni, o hai motivo di ritenere, che un alimento che hai importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza e non sia più sotto il tuo controllo immediato, devi avviare immediatamente le procedure di ritiro e informarne l'autorità competente. Se il prodotto può essere arrivato al consumatore, devi informarlo in modo efficace e accurato del motivo del ritiro e, quando le altre misure non bastano, richiamare i prodotti già forniti. L'articolo chiede inoltre di collaborare con le autorità e, per chi vende al dettaglio senza modificare le confezioni, di partecipare al ritiro e trasmettere le informazioni necessarie a ricostruire la rintracciabilità.

L'articolo 19 funziona solo insieme all'articolo 18, quello della rintracciabilità: devi saper indicare da chi hai ricevuto ogni alimento e a quali imprese l'hai fornito, con sistemi e procedure che mettano queste informazioni a disposizione dell'autorità su richiesta. Ne parliamo nella guida a tracciabilità e rintracciabilità alimentare.

In Italia le modalità operative sono definite dalle Linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta per alimenti, mangimi e materiali a contatto, approvate con l'Intesa Stato-Regioni del 5 maggio 2021 (rep. atti n. 50/CSR), che sostituiscono il documento del 2008 e prevedono un modello standard di comunicazione che l'operatore trasmette alla ASL/ATS e alla Regione. Il Ministero della Salute, con la nota della Direzione generale per la sicurezza alimentare, ha fissato i contenuti minimi del comunicato di richiamo e i canali con cui diffonderlo: ne trovi l'elenco più sotto.

Le sanzioni: D.Lgs. 190/2006

Le violazioni degli articoli 18 e 19 sono punite dal D.Lgs. 5 aprile 2006, n. 190 con sanzioni amministrative, salvo che il fatto costituisca reato:

ViolazioneSanzione amministrativa
Rintracciabilità non garantita (obblighi dell'art. 18)da 750 a 4.500 € (art. 2)
Sai che un alimento non sicuro è uscito dal tuo controllo e non avvii il ritiroda 3.000 a 18.000 € (art. 3, c. 1)
Avvii il ritiro ma non informi contestualmente l'autoritàda 500 a 3.000 € (art. 3, c. 2)
Non collabori con l'autorità o non fornisci le informazioni richiesteda 2.000 a 12.000 € (art. 3, c. 3)
Il prodotto è arrivato ai consumatori e non li informi dei motivi del ritiroda 2.000 a 12.000 € (art. 4)
Reiterazione delle violazionisospensione dell'attività da 10 a 20 giorni lavorativi (art. 7)

Alle sanzioni si somma il costo pratico, che spesso è più alto: senza tracciabilità interna non puoi circoscrivere il problema e, per prudenza, devi ritirare tutto ciò che potrebbe essere coinvolto. Abbiamo raccolto gli altri importi dei controlli ufficiali nella guida alle sanzioni HACCP.

La procedura di richiamo in 6 passi

Questa è la sequenza che funziona in una macelleria, in una gastronomia o in un laboratorio, sia che il problema lo scopra tu, sia che arrivi dal fornitore o dalla ASL.

  1. Blocca il lottoMetti in quarantena tutto ciò che hai ancora: materia prima in cella, semilavorati, prodotto finito sul banco. Segnalalo per iscritto a chi lavora con te, perché nessuno lo muova o lo venda, e annota la quantità bloccata. Se il lotto è entrato in una ricetta, blocca anche i prodotti derivati.
  2. Ricostruisci il percorso a monte e a valleA monte: fornitore, documento di trasporto o fattura, data e quantità ricevuta. A valle: in quali produzioni è entrato il lotto, quali lotti derivati ha generato, quali etichette sono state stampate, a quali clienti è stato consegnato e con quale documento. È il passaggio che decide quanto prodotto ritiri: con lo storico completo richiami solo ciò che è davvero coinvolto.
  3. Valuta il rischio e decidi: ritiro o richiamoSe tutto il prodotto è ancora in filiera basta il ritiro. Se una parte è stata venduta al consumatore finale serve il richiamo. Documenta la decisione e il motivo: ti verrà chiesto.
  4. Informa la ASL/ATS e i clienti businessCompila il modello previsto dalle linee guida del sistema di allerta e trasmettilo alla ASL/ATS competente, che coinvolge la Regione. Avvisa subito i clienti a cui hai consegnato, indicando lotto, quantità e documento. Se il problema nasce dal fornitore, coordinati con lui: sarà lui a chiederti i dati a valle per completare il proprio ritiro.
  5. Avvisa i consumatori, se necessarioEsponi il cartello di richiamo nel punto vendita e pubblica l'avviso sul sito o sui social. La pubblicazione sul portale del Ministero della Salute avviene tramite la Regione dopo la valutazione della ASL. In caso di rischio acuto, a seconda della distribuzione, si aggiungono stampa, radio o TV. Un avviso generico come «prodotto non conforme» non basta: il motivo va descritto con precisione.
  6. Gestisci il prodotto e chiudi la praticaRecupera il prodotto ritirato, registra la resa al fornitore o lo smaltimento, verifica quanto ne hai recuperato rispetto a quanto era uscito e conserva tutta la documentazione. Registra l'episodio come non conformità nel piano HACCP con l'azione correttiva adottata, e chiedi la revoca del richiamo quando è concluso.

Cosa deve contenere il comunicato di richiamo

Secondo la nota del Ministero della Salute, l'avviso rivolto ai consumatori deve riportare almeno:

  • la denominazione di vendita e il marchio del prodotto;
  • il nome o ragione sociale dell'operatore e, dove applicabile, il marchio di identificazione dello stabilimento (il bollo CE per le carni);
  • il nome del produttore e la sede dello stabilimento;
  • il numero di lotto e la data di scadenza o il termine minimo di conservazione;
  • il peso o il volume dell'unità di vendita;
  • il motivo del richiamo, con la descrizione precisa del pericolo;
  • le istruzioni per il consumatore (non consumare, riportare al punto vendita) e i contatti per l'assistenza;
  • una fotografia del prodotto come si presenta all'acquisto.

Quasi tutti questi dati sono già in etichetta. Se le etichette nascono dal gestionale, lotto, scadenza e denominazione sono gli stessi che trovi nello storico: niente da ricopiare, niente da sbagliare.

Come funziona in Alimentify

Cerchi il lotto, vedi tutto, scarichi il report

Il richiamo in Alimentify non è un modulo a parte: è la stessa tracciabilità dei lotti che costruisci ogni giorno con carichi, produzioni, etichette e uscite, letta al contrario. Per questo richiede pochi secondi e non un pomeriggio.

1

Cerchi il lotto

Per numero di lotto, con il lettore barcode, per prodotto o per fornitore. Funziona anche partendo da un lotto derivato: dalla vaschetta risali alla materia prima.

2

Vedi a monte

Fornitore, carico, documento di trasporto o fattura, bollo CE, data di scadenza, quantità ricevuta e quantità ancora in magazzino, già distinte da quelle uscite.

3

Vedi a valle

Le produzioni che hanno usato il lotto, i lotti derivati con le relative quantità, le etichette stampate e ogni uscita con cliente, data e documento di trasporto.

4

Blocchi e generi il report

Registri il blocco o lo scarto della merce coinvolta e generi il report di rintracciabilità con tutto il percorso, da allegare alla comunicazione per la ASL e da inviare al fornitore.

Un esempio concreto

Martedì mattina il salumificio ti avvisa: il lotto 4471 di prosciutto cotto, consegnato il 3 del mese, è in ritiro per un sospetto di Listeria. Senza gestionale dovresti rileggere le fatture, il quaderno delle produzioni e i DDT delle ultime due settimane, e nel dubbio ritirare tutto ciò che contiene prosciutto.

Con Alimentify cerchi «4471» e in pochi secondi sai che hai ricevuto 12 kg, che 2,4 kg sono ancora in cella, che 6 kg sono stati venduti affettati al banco e che 3,6 kg sono entrati in due produzioni: 30 vaschette di tramezzini consegnate a due bar con 3 DDT e 18 vaschette di insalata di riso vendute al banco. Blocchi i 2,4 kg, chiami i due bar, esponi il cartello per quanto venduto al dettaglio e invii il report alla ASL e al fornitore. Il richiamo riguarda solo quel lotto, non tutto il prosciutto e non tutta la gastronomia della settimana.

Prima che succeda: come prepararsi a un richiamo

Un richiamo si gestisce bene solo se la tracciabilità è stata costruita prima. Quattro abitudini fanno la differenza tra ritirare trenta vaschette e svuotare il banco:

  • Usa lotti granulari. Un lotto per produzione, non per giornata: in caso di problema blocchi una ricetta, non tutto il giorno. Vedi come sceglierlo nella guida al lotto di produzione.
  • Registra le uscite verso i clienti business con il lotto. L'art. 18 ti chiede di sapere a quali imprese hai consegnato: senza il lotto sul documento di uscita, quel dato non serve a nulla in un richiamo.
  • Carica i documenti dei fornitori appena arrivano. Con l'inserimento documenti con AI prodotti, lotti e scadenze entrano nel gestionale dalla foto della fattura: il carico non resta indietro e il lotto è subito rintracciabile.
  • Simula un richiamo una volta l'anno. Scegli un lotto a caso e cronometra quanto ci metti a dire quanto ne hai ricevuto, dove è finito e chi devi chiamare. Gli standard delle grandi aziende lo impongono; a una piccola serve ancora di più, perché nessuno lo farà al posto tuo. Con Alimentify la prova dura pochi minuti.

Lo stesso storico che usi nel richiamo serve per i controlli sulle scadenze, per gli audit dei clienti e per le ispezioni: il lavoro lo fai una volta sola, quando registri il carico.

Fonti normative: Reg. CE 178/2002, artt. 18 e 19; D.Lgs. 5 aprile 2006, n. 190, artt. 2, 3, 4 e 7; Intesa Stato-Regioni 5 maggio 2021, rep. atti n. 50/CSR (Linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta); nota del Ministero della Salute, Direzione generale per la sicurezza alimentare, sulle procedure di richiamo da parte degli operatori. Contenuti informativi: per il caso concreto fai riferimento alla ASL/ATS competente.

Smart scan

Fotografi la fattura, l'AI carica i prodotti

Il richiamo funziona se il lotto è stato registrato al carico. Con lo smart scan il carico merci si fa quasi da solo: scansioni la fattura o il DDT del fornitore e Alimentify riconosce le righe e propone i dati. Tu controlli e confermi.

  1. 1Scatti una foto alla fattura, o carichi il PDF.
  2. 2L'AI legge le righe: prodotti, lotti, quantità e scadenze.
  3. 3Controlli e confermi: magazzino e tracciabilità aggiornati.
Scopri l'inserimento documenti con AI →
Domande frequenti

Le domande più comuni sul richiamo dei lotti

Il ritiro riguarda un prodotto non sicuro che è ancora nella filiera commerciale (nel tuo magazzino, dai tuoi clienti business, sugli scaffali) ma non è arrivato al consumatore finale: lo blocchi e lo togli dal mercato informando l'autorità competente. Il richiamo scatta quando il prodotto può essere già stato acquistato dai consumatori: oltre al ritiro devi informarli in modo efficace e accurato, con cartelli nel punto vendita e, se serve, sito, social e altri canali. Entrambi sono previsti dall'articolo 19 del Reg. CE 178/2002.
Appena ritieni, o hai motivo di ritenere, che un alimento che hai prodotto, trasformato o distribuito non sia sicuro e non sia più sotto il tuo controllo immediato. In quel momento l'art. 19 Reg. CE 178/2002 ti chiede di avviare immediatamente le procedure di ritiro e di informarne l'autorità competente (la ASL o ATS del territorio). Vale anche quando la segnalazione arriva dal tuo fornitore: devi verificare cosa hai fatto di quel lotto e collaborare al ritiro.
La rintracciabilità dell'art. 18 non richiede di registrare le vendite al consumatore finale, quindi non puoi risalire a chi ha comprato l'affettato o la vaschetta al banco. Per questo, se il lotto coinvolto è stato venduto al dettaglio, il richiamo passa dall'informazione al pubblico: cartello ben visibile nel punto vendita, avviso sul sito o sui social e, quando previsto, pubblicazione sul portale del Ministero della Salute tramite la ASL. Registrare lo scarico dei lotti ti permette almeno di sapere quanto prodotto è uscito e quanto ne hai ancora in cella.
Il D.Lgs. 190/2006 punisce con sanzione amministrativa da 3.000 a 18.000 euro chi sa che un alimento non sicuro è uscito dal proprio controllo e non avvia le procedure di ritiro; da 500 a 3.000 euro chi avvia il ritiro senza informare contestualmente l'autorità; da 2.000 a 12.000 euro chi non informa i consumatori dei motivi del ritiro. Se la rintracciabilità manca del tutto si aggiungono da 750 a 4.500 euro, e in caso di reiterazione è prevista la sospensione dell'attività da 10 a 20 giorni lavorativi. Tutto salvo che il fatto costituisca reato. Al danno economico si somma quello pratico: senza dati devi ritirare molto più prodotto del necessario.
Cerchi il lotto per numero, barcode o fornitore e vedi in pochi secondi tutto il suo percorso: il carico di origine con fornitore, documento, bollo CE e scadenza; la quantità ancora in magazzino; le produzioni che lo hanno usato e i lotti derivati; le etichette stampate; le uscite con cliente e documento di trasporto. Da lì registri il blocco o lo scarto della merce e generi il report di rintracciabilità da inviare alla ASL e al fornitore. Il richiamo resta limitato al prodotto davvero coinvolto.
No. La comunicazione all'autorità sanitaria e ai consumatori resta un obbligo dell'operatore e si fa con il modello previsto dalle linee guida del sistema di allerta. Alimentify ti dà in pochi secondi tutto ciò che il modulo e la ASL ti chiedono: lotto, quantità ricevute, lavorate, vendute e ancora in giacenza, produzioni e clienti coinvolti, documenti collegati. Il report di rintracciabilità si allega alla comunicazione e si invia al fornitore.
Vuoi vederlo in pratica?

Scegli un lotto, noi ti mostriamo dove è finito

In una demo di 20 minuti simuliamo un richiamo reale: cerchiamo un lotto, ricostruiamo carichi, produzioni e clienti e generiamo il report per la ASL. Piani da 29 € al mese + IVA, personalizzazioni incluse.